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07/04/2015

Inserito da Antonio Calabrese | 0 commenti
Tornareccio: alla scoperta dell'apicoltore più anziano d'Italia

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Tornareccio è un piccolo comune del Medio Sangro, conosciuto da alcuni decenni come la Città del Miele, vista la nutrita presenza di tante famiglie di apicoltori che hanno fondato la propria economia sulla produzione di miele e di prodotti ad esso derivati. Non tutti sanno che il pioniere è stato il Signor Giuseppantonio Iacovanelli, che nella prima metà del 1800 ha intrapreso questa attività a livello amatoriale e ha fatto conoscere l’apicoltura a Tornareccio e dintorni. Con le nostre telecamere abbiamo fatto visita al signor Egidio Iacovanelli, discendente di Giuseppantonio, che da pochi giorni ha festeggiato il novantesimo compleanno, traguardo che gli ha consentito di potersi attribuire il prestigioso primato di apicoltore in attività più anziano d’Italia. Il signor Egidio ci riceve nella sua abitazione di Tornareccio, e ci riassume la storia della sua famiglia e dell’importanza delle api. Come dicevamo in apertura, intorno al 1850 il bisnonno del signor Egidio, Giuseppantonio, ha intrapreso questa attività a livello amatoriale, ed è stato il primo a farlo in quel di Tornareccio. I figli Pasquale (1885), Aminta (1889) ed Emilio (1898) hanno iniziato questa attività a livello semi-professionale utilizzando i cosiddetti bugni villici, le arnie di legno e pietra che si usavano negli anni pioneristici, e che vennero utilizzate anche successivamente in altre regioni italiane, come ad esempio la Sardegna. In quel periodo, la famiglia Iacovanelli, come tante altre del territorio, si dedicava soprattutto all’allevamento, principale fonte di sostentamento. Nel 1895, il signor Giuseppantonio, che amava cimentarsi nello studio e nella realizzazione di attrezzature innovative e che si ispirava alle riviste dell’epoca, come “La tribuna di Napoli”, iniziò a progettare la attrezzature attualmente conosciute come arnie.

Nel 1925, nasce il signor Egidio, ultimo dei quattro figli di Pasquale (prima di lui nacquero i fratelli Ovidio, Cornelio e Giuseppantonio), che sin dalla tenera età inizia a seguire il padre, il quale lo istruisce sulle tecniche lavorative.

Intorno al 1940 iniziò la fase del nomadismo, ovvero quella in cui le arnie venivano spostate stagionalmente nelle aree geografiche dove avveniva la fioritura, con possibilità di ampliare la varietà della produzione.

Intorno al 1960, l’attività apistica comincia ad essere professionale, con l’avvio dell’apicoltura intensiva, attività prevalente e unica fonte di reddito.

Dal 1968 l’attività si allarga anche ad altre famiglie tornarecciane, e il paese comincia a farsi conoscere e apprezzare anche fuori dai confini nazionali come “Paese del miele”. L’attività del signor Egidio è stata tramandata anche ai figli Pasquale, Antonio e Luigi.

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