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05/12/2021

Inserito da Antonio Calabrese | 0 commenti
Altino: l'associazione Comuni Sangro Aventino chiede l'impegno di tutte le istituzioni sulla futura gestione della grande derivazione per uso idroelettrico S. Angelo

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sindaci sangro-aventino 041221

COMUNICATO STAMPA DEL 4 DICEMBRE 2021

L’Associazione Comuni Sangro Aventino chiede l’impegno di tutte le istituzioni sulla futura gestione della grande derivazione per uso idroelettrico S. Angelo Il grande impianto idroelettrico è una preziosa fonte di energia sostenibile e riveste un’importanza strategica per il territorio che lo ospita: le decisioni sul suo futuro devono essere prese in Abruzzo e non sono più rinviabili. L’Associazione sollecita la Conferenza dei servizi sul dragaggio degli invasi e chiede l’approvazione della legge regionale per il rinnovo della concessione. La Grande derivazione Sant’Angelo, che comprende i laghi di Bomba e Casoli e la centrale di Altino, non è un’infrastruttura da museo, ma in piena fase di transizione ecologica e di decarbonizzazione è importante per il futuro energetico sostenibile. Il grande impianto idroelettrico è entrato in funzione il 28 novembre 1958 ed è gestito da ACEA Produzione S.p.A. grazie ad una concessione di utilizzo del bene pubblico acqua della durata di 60 anni. In 63 anni non sono mai state eseguite le operazioni di dragaggio degli invasi per il mantenimento della loro capacità come previsto dall’art. 114 della legge quadro ambientale. Il concessionario il 21 luglio 2020 ha presentato un progetto di gestione in cui dichiara di non prevedere l’esecuzione di tali attività. Il 28 ottobre 2020 sull’argomento è stata convocata una conferenza dei servizi, sospesa per una richiesta di integrazione: è passato più di un anno e l’iter non è mai stato avviato. La Concessione ad Acea Produzione S.p.A. è scaduta il 27 luglio 2013, più di 8 anni fa! La recente normativa, art. 11 quater L. 11 febbraio 2019, n. 12, ribadisce che la proprietà dei grandi impianti idroelettrici è delle regioni e chiede l’approvazione di una legge regionale per disciplinare le modalità di assegnazione delle concessioni scadute. La legge regionale doveva essere emanata entro ottobre 2020. Tredici comuni dell’Associazione hanno presentato un proprio Progetto di legge che propone alcune modifiche alla Proposta di legge della Giunta regionale e abbiamo richiesto un’audizione alla II Commissione permanente, finora non siamo stati ascoltati e le proposte, messe in calendario il 2 dicembre scorso, non sono state discusse. Il DDL Concorrenza prevede all’art.5 che le procedure di assegnazione delle nuove concessioni devono essere avviate entro e non oltre il 31 dicembre 2022, altrimenti le competenze passano al Ministero delle infrastrutture e che se non vengono eseguiti gli interventi di recupero della capacità di invaso verrà posto a carico del concessionario subentrante un congruo indennizzo. Senza tempestivi interventi si rischia di perdere la competenza sulla gestione di un’opera strategica e che il concessionario, dopo aver incassato gli utili per più 60 anni, restituisca un’opera senza avere eseguito a proprie spese il principale intervento di manutenzione! COME AMMINISTRATORI CHIEDIAMO LA POSSIBILITÀ DI GESTIRE AL MEGLIO IL PATRIMONIO PRESENTE SUL NOSTRO TERRITORIO!

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